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Tracce di una civiltà antica

Il territorio di Fermo è un museo diffuso. Ovunque resti archeologici di Piceni e Romani, superbe abbazie, solitarie pievi, torri medioevali e palazzi gentilizi.
I metodi agrari rilevano i modelli della villa romana e dell’abbazia benedettina. Castelli e borghi narrano l’età comunale.

I Piceni fecero di Grottazzolina e Belmonte un centro per la lavorazione dell’ambra lasciandovi la splendida ansa del “ Signore dei cavalli “. Più visibili le testimonianze romane: a Fermo le Cisterne, a Falerone un intatto teatro e resti di ville, a Monte Rinaldo un tempio ellenistico. Frequenti le tracce longobarde nelle chiese campestri di Belmonte e Falerone. Prima della civiltà comunale furono i monaci farfensi (IX sec.) a trasformare la società edificando castelli e abbazie: da non perdere Santa Maria Mater Domini di Ponzano.

Sibillini : monti misteriosi e leggendari

Si narra che in una grotta sulla vetta del monte Sibilla vivesse una fata benefica o una veggente diabolica; si narra che nel medioevo il cavaliere errante Guerrin Meschino, cercando la propria identità, sia sceso nel regno della Sibilla vedendovi cose terribili. Altre leggende di negromanti ed eremiti avvolgono di mistero i Sibillini, i cui stessi toponimi evocano l’orrido e il sacro: Infernaccio, Pizzo del Diavolo, monte Priora. Ma da lontano i profili del Vettore, della Sibilla, della Priora appaiono aerei e leggeri e le valli e i pendii, sparsi di eremi e santuari (S.Giorgio all’Isola, S.Leonardo, la Madonna dell’Ambro) e i fioriti di orchidee, invitano alle escursioni.

Il Parco dei Sibillini, con un itinerario di 45 km, per la provincia di Fermo tocca i centri di Amadola e Montefortino; ma le sue porte di ingresso sono i borghi di Smerillo e Montefalcone, incomparabili balconi da cui si gode la superba visione di tutta la chiostra dei monti.

Le due Valdete: terre di Licini e industrie

Oltre al Tenna e all’Aso, il territorio di Fermo è solcato da due piccoli fiumi quasi omonimi. A sud l’Ete Vivo che scendendo dal territorio di Monteleone, noto per il fenomeno degli zolfanelli,tocca Monsampietro Morico,Montottone, Monte Giberto e Ponzano rapiti dal silenzio interrotto solo dal suono di antichi mestieri. A nord l’Ete Morto. Qui viaggiando tra Monte Vidon Corrado, paese di Licini, Massa Fermana, Montappone e Francavillad’Ete, il turista s’incanta davanti alle colline dorate di grano, agli orizzonti spaesanti, agli arcani pleniluni che hanno ispirato le tele del grande pittore, mentre Tra tutti i casino online italiani, Betclic e sicuramente tra quelli con la piu ampia scelta di giochi casino . scopre antichi saperi artigianali come la lavorazione dei cappelli di paglia. Ma proseguendo alla volta di Monte S.Pietrangeli, di Torre San Patrizio, di Montegranaro, di Sant’Elpidio a Mare ritrova la modernità e s’immerge nei dinamici paesaggi industriali del Made in Italy della calzature.

Valtenna: via naturale dal mare ai monti

La valle del Tenna è la naturale congiunzione tra il mare e i monti; per questo fu prediletta dai Romani che fecero di Falerio, l’antica Falerone, una fiorente colonia. Faleriense è la bella strada che la percorre tutta da Porto Sant’Elpidio ad Amandola, e una volta vi correva anche un pittoresco trenino di cui sono rimaste tutte le
stazioncine. Il Tenna, uscito dall’orrido dell’Infernaccio e lambita Amandola,scende a formare il bel Lago di S.Ruffino popolato di aironi cinerini e sulla cui sponda s’erge la splendida abbazia romanica di S.Ruffino e Vitale.

Scivola poi nella piana tra campi di girasoli e paesi che fuori dall’antico incasato hanno avviato nuove attività: Servigliano, settecentesca città ideale a pianta quadrangolare, Falerone col teatro romano, Montegiorgio dirimpettaia di Belmonte , Magliano dalle torri possenti sulla cinta muraria, Grottazzolina, Rapagnano e Monte Urano, vivaci di artigianato e industria.

Valdaso : incanto di paesaggio e storia

Risalendo il corso dell’Aso, di collina in collina, dai chiari borghi di Altidona e Lapedona alla farfense Montelparo, fino ai boschi del Vettore, il viaggio si snoda lungo un incredibile varietà di paesaggi e colori, di campi e di scorci urbani, di forme del presente di tracce del passato. La valle ubertosa offre perfette geometrie di orti e frutteti; le colline punteggiate di casolari si vestono di uliveti e vigneti ; i paesi, posti sulle balze e custoditi entro poderose mura medioevali, si stringono attorno ad abbazie e campanili.

Moresco e Monterubbiano sono nel novero dei più bei borghi d’Italia, Campofilone s’affaccia solenne sulla valle col suo complesso abbaziale e le sue porte, Monte Vidon Combatte regala vedute fino al Gran sasso, Petritoli, Ortezzano, Monte Rinaldo, S.Vittoria in Matenano, Montefalcone, disegnano l’antica via dei monaci farfensi, la cui memoria vive nei resti di castelli e monasteri e nei metodi agrari del territorio.