Archivi categoria: Tours in Pullman

OSTIA ANTICA, L’APPIA ANTICA “parole di pietra”

OSTIA ANTICA, L’APPIA ANTICA “parole di pietra”

1 GIORNO
31 marzo 2019


PROGRAMMAAppuntamento dei partecipanti alle ore 05:30. Incontro con il pullman e partenza alla volta di OSTIA ANTICA. Sosta lungo il percorso per ristoro. Arrivo ad OSTIA ANTICA e visita con guida. I resti dell’antica Ostia si inseriscono in un contesto geografico e territoriale molto diverso da quello antico: infatti in età romana il Tevere costeggiava il lato settentrionale dell’abitato, mentre ora ne tocca solo in minima parte un tratto del settore occidentale, essendo stato il suo letto trascinato a valle da una rovinosa e famosa alluvione, nel 1557; inoltre la linea di costa, in origine vicina alla città, risulta attualmente distante di circa 4 km, per l’avanzata della terraferma dovuta ai detriti lasciati dal fiume negli ultimi 2.000 anni. Ostia era quindi una città sorta – con un suo porto fluviale – sul mare e sul fiume, e questa sua particolare posizione ne determinò l’importanza attraverso i secoli sotto il profilo strategico-militare e sotto quello economico. Un’antica tradizione ne attribuiva la fondazione al quarto re di Roma, Anco Marzio, intorno al 620 a.C., per lo sfruttamento delle saline alla foce del Tevere (da cui il nome Ostia, da ostium = imboccatura). Comunque, i resti più antichi sono rappresentati da un fortilizio (castrum) in blocchi di tufo costruito dai coloni romani nella seconda metà del IV secolo a.C., con scopi esclusivamente militari, per il controllo della foce del Tevere e della costa laziale. Successivamente, soprattutto dopo il II secolo a.C., (quando Roma aveva ormai il predominio su tutto il Mediterraneo), cominciò a venir meno la funzione militare della città, destinata a diventare in poco tempo il principale emporio commerciale della capitale. La distesa silenziosa delle tombe, delle terme, dei templi, del teatro, del foro dell’antico porto di Roma, oggi consente di esplorare e comprendere la vita e la realtà romana con immagini di angolazione diversa, ma non meno efficaci di quelle di Ercolano o Pompei. Visita con guida della VIA APPIA ANTICA: nel 312 a.C., durante la seconda guerra sannitica, il censore Appio Claudio Cieco intraprese la costruzione di una nuova strada di collegamento tra Roma e Capua, allora il più importante nodo viario dell’Italia meridionale, con lo scopo iniziale di permettere l’avanzata dell’esercito romano verso il meridione italiano. Il tracciato stradale fu successivamente prolungato prima fino a Benevento, poi a Venosa ed infine è arrivato a Brindisi. Nessuna strada romana ha raggiunto l’importanza rivestita dall’Appia Antica; collegando infatti Roma e le principali città del centro e sud Italia col porto di Brindisi, la strada ha costituito una vera e propria testa di ponte con l’Oriente divenendo il tramite di tutti i traffici con la Grecia, l’Oriente e l’Egitto e rappresentando il tracciato fondamentale per le spedizioni militari, i viaggi e i commerci. La ricchezza dei traffici commerciali e la conseguente alta frequentazione antropica della via favorirono, lungo il suo asse, il nascere di molteplici attività produttive ed economiche come mutationes, mansiones, caupone, tabernae, hospitia, impianti termali come quello di Capo di Bove e ville suburbane. A causa dell’impossibilità di seppellire o cremare i defunti all’interno delle città, lungo i margini della strada si è costituito, nel corso dei secoli della storia romana, un grande sepolcreto fatto di tombe di aspetto e dimensioni differenti che rappresentavano spesso un momento di celebrazione delle famiglie che ne ordinavano la costruzione; il viandante ammirava la grandezza di alcuni sepolcri e poteva leggere i nomi di antiche e illustri famiglie romane celebrandone il ricordo e il prestigio come accade ancora oggi di fronte al Mausoleo di Cecilia Metella: è uno dei luoghi simbolo della Via Appia Antica. Questo monumento funerario costruito fra il 30 e il 10 a.C., che si staglia al III miglio della strada, circa 300 m a sud del complesso di Massenzio, impressiona ancora oggi il viaggiatore per la sua imponenza ed eleganza, che si aggiungono al fascino di essere stato riutilizzato in epoca medievale come torre di un castello ancora perfettamente conservato. Situata al V miglio della Via Appia Antica, la Villa dei Quintili è il più grande complesso residenziale del suburbio di Roma. L’Imperatore Commodo e altri imperatori dopo di lui vissero nella Villa. Testimonianze della loro presenza sono l’imponenza dell’architettura, la ricchezza delle decorazioni scultoree e la raffinatezza dei rivestimenti parietali e pavimentali in lastre di marmo colorato, tuttora splendidamente conservati. La Villa di Massenzio: è una villa imperiale, costruita dall’imperatore romano Massenzio. Il complesso si trova tra il secondo e terzo miglio della via Appia antica, ed è costituito da tre edifici principali: il palazzo imperiale, il circo di Massenzio ed il mausoleo di Romolo, progettati in una inscindibile unità architettonica per celebrare Massenzio. Il circo era adibito allo svolgimento di spettacoli privati per l’Imperatore ed i suoi conoscenti, il Mausoleo era dedicato al figlio dell’Imperatore, morto prematuramente nel 309 d.C. ed in seguito divinizzato. Alle ore 18,30 circa partenza per il rientro. Sosta per la cena libera. Arrivo. Fine dei servizi.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 Pax) € 65,00

LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman gran turismo – Guida per l’ intera giornata – Capogruppo

LA QUOTA NON COMPRENDE: Gli ingressi nei musei e nei luoghi di visita – I pasti – Tutto quanto non indicato alla voce “La quota comprende”


NON SONO PRESENTI ULTERIORI IMMAGINI PER QUESTO VIAGGIO

 

LA ROCCA DEI BENTIVOGLIO… delizia signorile – A VIGNOLA: la rocca, la scala a chiocciola dei Barozzi e la festa dei ciliegi in fiore

LA ROCCA DEI BENTIVOGLIO… delizia signorile – A VIGNOLA: la rocca, la scala a chiocciola dei Barozzi e la festa dei ciliegi in fiore

1 GIORNO
7 aprile 2019


PROGRAMMAAppuntamento dei partecipanti alle ore 05:00. Incontro con il pullman e partenza alla volta di BAZZANO (BO). Sosta di ristoro lungo il percorso. Arrivo e visita con guida. Bazzano è dominata dall’imponente Rocca dei Bentivoglio (o Matildea). Le origini della Rocca risalgono a data incerta, ma sicuramente anteriore al Mille, l’aspetto attuale del fortilizio risale però all’epoca rinascimentale, quando Giovanni II Bentivoglio lo trasformò in “delizia” signorile destinata alle vacanze in campagna. Dell’antico nucleo oggi rimangono solo la torre sul lato sud e l’ala attigua. Al corpo trecentesco vennero aggiunte tre ali a creare un cortile interno e la facciata del castello venne ingentilita da affreschi ora non più conservati, mentre è ancora in più punti visibile la struttura muraria costituita da filari alternati di ciottoli e mattoni. Di notevole interesse risulta invece quanto rimane delle pitture parietali delle sale, in buona parte restaurate; nelle sale a piano terra si possono osservare alcuni stemmi a tempera, raffiguranti gli emblemi dei Bentivoglio e della celebre dinastia milanese degli Sforza (l’onda bianca e azzurra e il drago con un uomo in bocca), che ricordano il matrimonio di Giovanni Bentivoglio con Ginevra Sforza. La Sala dei Giganti, presenta una partitura architettonica di colonne, entro le quali sono inquadrati paesaggi e grandi figure di armati con gli stemmi dipinti sugli scudi. L’adiacente Sala del Camino, ha invece una decorazione che crea un effetto “a tappezzeria” con i motivi che continuano anche a cavallo degli spigoli senza interruzione. La stessa decorazione è ripresa nella successiva Sala del Pozzo Casini, dove però le pareti sono state quasi completamente ridipinte dai restauratori intervenuti nella Rocca negli anni ’30 del nostro secolo. Procedendo sul ballatoio esterno, si accede alle due ultime sale dipinte: la Sala dei Ghepardi e la Sala delle Ghirlande. Nella Sala delle Ghirlande, le pareti presentano lo stemma dei Bentivoglio inquartato con quello primitivo degli Sforza, entro losanghe di rami di ginepro intrecciati. Oggi gli ambienti della Rocca ospitano il locale Centro Musica (ovvero la Mediateca Intercomunale) ed è sede della Fondazione Rocca dei Bentivoglio. Trasferimento a VIGNOLA. Visita con guida: la Rocca, forse per tutti i Vignolesi il simbolo più importante ed amato di identità geografica e culturale. È strutturata su cinque piani: nei sotterranei trovano sede due splendide sale, chiamate Contrari e Grassoni, utilizzate per convegni e concerti; il piano terra è costituito dalle sale di rappresentanza dette dei Leoni e dei Leopardi, delle Colombe e degli Anelli; al primo piano sono collocate le stanze nobili: delle Dame, del Padiglione, degli Stemmi, dei Tronchi d’Albero, lo Studio di Uguccione e la Cappella, affrescata con preziosi cicli di pitture tardogotiche del “Maestro di Vignola”. L’ultimo piano è occupato dai camminamenti di ronda che percorrono circolarmente l’edificio collegando tra loro le tre torri: di Nonantola, delle Donne e del Pennello. Palazzo Barozzi, nell’ala sinistra del palazzo è situata la meravigliosa scala a chiocciola, una spirale armoniosa di una bellezza sorprendente sia per l’architettura che per le decorazioni. Tempo a disposizione per prendere parte alle manifestazioni de LA FESTA DEI CILIEGI IN FIORE. Lo spettacolo della fioritura dei ciliegi nella valle del Panaro ha da sempre attirato a Vignola frotte di visitatori, lieti di trascorrere anche un solo pomeriggio festoso nel tepore primaverile che ammanta di bianco i ciliegi. La prima festa ufficiale si svolse nel 1970 quando venne accolta la proposta di dar vita in aprile a una domenica di festa per celebrare l’inimitabile spettacolo dei ciliegi in fiore e attirare nella ridente cittadina un maggior numero di turisti di ogni età. Nel corso degli anni, l’evento saliente della manifestazione è diventata la Sfilata dei Carri Fioriti e dei Gruppi Bandistici con Majorettes. Per completare la ricchissima proposta della festa, come di consueto, ci saranno: raduno moto fioritura, giochi intelligenti (giochi in legno anche storici), banchi alimentari, mercatino antiquariato, arte ed ingegno, la fiera mercato (esposizione in stand di prodotti artigianali, industriali ed alimentari), manifestazione fieristica ambulanti con prodotti gastronomici tipici regionali ed artigianali. Alle ore 19:00 inizio del viaggio di ritorno. Sosta per la cena libera. Arrivo.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE (Min. 40 Pax) € 65,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman gran turismo – Guida per le visite – Capogruppo
LA QUOTA NON COMPRENDE: I pasti – Gli ingressi nei musei e nei luoghi di visita – Tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”
Le prenotazioni telefoniche si intendono valide solo se accompagnate dal versamento dell’acconto entro 4 giorni


NON SONO PRESENTI ULTERIORI IMMAGINI PER QUESTO VIAGGIO

 

VOLTERRA, città d’alabastro / La CERTOSA DI PISA / PISA, un miracolo di bellezza

VOLTERRA, città d’alabastro / La CERTOSA DI PISA / PISA, un miracolo di bellezza

2 GIORNI
6 aprile 2019 – 7 aprile 2019


PROGRAMMA06/04/2019 – PARTENZA / VOLTERRA / LA CERTOSA DI PISA
Appuntamento dei partecipanti alle ore 05.00. Incontro con il pullman e partenza alla volta di VOLTERRA. Arrivo, incontro con la guida e visita alla scoperta della città “di vento e di macigno”, così come la descriveva Gabriele D’Annunzio. VOLTERRA, gioiello d’arte etrusca, romana, medievale e rinascimentale, domina da un colle tutta la valle del Cecina, fino al mare. Qui la storia ha lasciato il suo segno con continuità dal periodo etrusco fino all’800, con testimonianze artistiche e monumentali di grandissimo rilievo, che possono essere ammirate semplicemente passeggiando per le vie del centro storico. Accanto a questo paesaggio, una qualità della vita ancora a dimensione umano ed un artigianato artistico unico al mondo: l’alabastro. Etrusche sono le mura, l’imponente arco e i numerosi e preziosi reperti archeologici del Museo Etrusco Guarnacci, uno dei più antichi d’Europa. Trasferimento a CALCI (PI) e visita della CERTOSA DI PISA: si tratta dell’ultima Certosa fondata in Toscana, nel 1366: un ex convento certosino di clausura maschile dagli ambienti religiosi austeri e sontuosi. La struttura si compone di due parti: la Certosa Monumentale che comprende gli ambienti in cui vivevano i certosini fino ai primi del 1970, tutt’ora perfettamente conservati, e il Museo di Storia Naturale e del Territorio, gestito dall’Università di Pisa.La visita alla Certosa parte dal suo cancello d’ingresso, dal quale si accede al cortile interno e alla chiesa conventuale dei monaci certosini. Il visitatore si aspetterebbe di entrare in un luogo religioso tipicamente 300esco. In realtà di trecentesco la chiesa ha mantenuto solo il pavimento originale, in marmo bianco delle Alpi Apuane, mentre tutto il resto è barocco. In serata, sistemazione in Hotel nei dintorni. Cena e pernottamento.

07/04/2019 – PISA / RIENTRO
Prima colazione in Hotel e partenza per PISA. Visita con guida. PISA: distesa sulle due rive dell’Arno, Pisa ha un posto d’onore nella più esclusiva cerchia delle nostre città d’arte. Si visiteranno: Piazza dei Cavalieri, antico centro della città repubblicana, ospita numerosi edifici dovuti a Giorgio Vasari tra cui il palazzo dei Cavalieri (o della Carovana 1562) rifacimento vasariano del palazzo degli Anzian; la famosa Piazza del Duomo, detta anche “campo dei miracoli”, una delle meraviglie d’Italia, sulla cui ampia distesa erbosa, contro lo sfondo delle mura medioevali, riunisce ben quattro monumenti di grandissimo interesse, tanto da essere riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO fin dal 1987.: il Duomo, la costruzione del iniziò nel 1064 e terminò nel 1100. Bellissimo esempio di romanico pisano, la cui facciata è in marmo grigio e bianco, decorata con marmi policromi a differenza dell’interno, dove prevalgono marmi neri e bianchi. al suo interno ospita capolavori artistici dei maestri Cimabue, Andrea del Sarto, Giovanni Pisano e del Beccafumi; l’imponente battistero è il più grande d’Italia, con 107,25 di circonferenza e l’assoluta semplicità come sua arma vincente. I decori infatti sono ridotti al minimo, e al suo interno l’acustica è assolutamente perfetta; il Campo Santo Monumentale di Pisa ospita importanti dipinti e affreschi medievali, come il ciclo della vita di San Ranieri (santo patrono della città di Pisa) e alcune opere di Buonamico Buffalmacco, pittore fiorentino del Trecento, noto come uno degli esponenti della pittura gotica in Toscana; la Torre Pendente, è il campanile del duomo pisano e da sempre affascina i visitatori per la sua pendenza che sembra sfidare la legge di gravità e che costringe spesso ad interventi, ancora oggi non si sa con certezza chi fu a progettare la torre e ad iniziare i suoi lavori, attorno al 1173, che furono terminati solo due secoli più tardi, tra mille difficoltà, grazie all’opera di artisti come il Pisano. Oltre che alla sua pendenza, che la rende comunque unica nel panorama mondiale, la Torre di Pisa deve la sua fama all’originalità e alla bellezza delle sue decorazioni, uniche al mondo. Pranzo in ristorante. Pomeriggio a disposizione, possibilità di salire sulla Torre. Partenza per il rientro. Sosta di ristoro lungo il percorso. Arrivo.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 pax) € 210,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman Gran Turismo – Sistemazione in Hotel 3 stelle con camere con servizi privati – Trattamento di pensione completa dalla cena del 03/11 al pranzo del 04/11 – Le bevande ai pasti – Guida per le visite, come da programma – Capogruppo
LA QUOTA NON COMPRENDE: Il pranzo del 03/04 e la cena del 04/04 – Gli ingressi nei musei e nei luoghi di visita – Eventuale tassa di soggiorno da pagare in loco – Tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”
Supplemento camera singola: € 20,00
TASSA DI ISCRIZIONE: € 10,00 (include assicurazione medica e bagaglio)
Le prenotazioni telefoniche si intendono valide solo se accompagnate dal versamento dell’acconto entro 4 giorni


NON SONO PRESENTI ULTERIORI IMMAGINI PER QUESTO VIAGGIO

I GIARDINI DI NINFA, un’oasi naturalistica unica al mondo – PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO: Sabaudia e San Felice Circeo

I GIARDINI DI NINFA, un’oasi naturalistica unica al mondo – PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO: Sabaudia e San Felice Circeo


1 GIORNO
7 aprile 2019


PROGRAMMAAppuntamento dei partecipanti alle ore 04:30. Incontro con il pullman e partenza alla volta di NINFA. Sosta lungo il percorso per ristoro. Arrivo e visita. OASI DI NINFA: ai piedi della bastionata su cui sorge il paese, è il suggestivo insieme delle rovine di Ninfa, immerse in una folta vegetazione; della città medioevale, abbandonata nel ‘600 a causa della malaria, rimangono resti delle mura, avanzi di case e di chiese e il castello specchiatesi in un suggestivo laghetto; sulle acque del fiume Ninfa è il ponte Marcello. Intorno alle rovine si stende l’Oasi di Ninfa, area protetta di 1800 ettari, ha piante di varie parti del mondo. Il giardino di Ninfa è stato definito un giardino all’inglese, ma questa definizione appare insufficiente a chiarirne l’unicità; il giardino di Ninfa è il trionfo del giardino romantico, reso possibile grazie alla magia del luogo, alle sorgenti d’acqua, al clima e alla presenza delle rovine del villaggio medievale di Ninfa. Il giardino unisce arte, e natura, in una combinazione unica spesso contrastante che, tuttavia, non può non considerare che gli attori principali del giardino sono le piante, esseri viventi ancorati al terreno. NINFA è un bene naturale e culturale non ripetibile, da tutelare e preservare. Le visite sono esclusivamente guidate e a tempo, per alleviare l’impatto che l’uomo naturalmente ha nei confronti della natura. A metà aprile si rimane sempre colpiti dagli arcobaleni di rose, un vero trionfo, dai gelsomini giganteschi, dagli iris, dagli alberi in fiore. Pranzo libero, trasferimento e visita del PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO. Pochi posti vicino Roma hanno scenari meravigliosi come quelli del Parco Nazionale del Circeo. Una montagna protesa nel Tirreno segna la punta settentrionale del Golfo di Gaeta e, dall’altro lato, apre ad una baia ampia ed orlata di dune, che arriva fino a Nettuno. La sottile duna costiera separa i quattro laghi del parco dal mare. Se si sale sul Picco di Circe (il punto più alto del Monte Circeo) la vista abbraccia i laghi, i due lembi di costa e le Isole Pontine, ma anche il bosco verso l’interno, che è la più grande foresta naturale di pianura d’Italia. Poi c’è lo scenario da “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto” dell’isola disabitata di Zannone e quello fuori dal tempo della palude della Verdesca e della Villa di Fogliano. SABAUDIA: dietro la facciata razionalista da città della Bonifica costruita in soli 90 giorni, è il comune del Parco Nazionale del Circeo dove si trovano i laghi più belli, sentieri spettacolari nella foresta (che si chiama selva di Terracina ma è interamente nel comune di Sabaudia), resti romani di ville ed antiche necropoli. La città di Sabaudia è uno degli esempi più importanti di architettura razionalista in Italia. La torre civica ne è il simbolo indiscusso. Proseguendo dal municipio in direzione del lago si percorre un viale alberato che porta all’imbarcadero sul lago di Paola, all’Aeronautica Militare e al ponte che porta al mare .l palazzo delle poste, progettato da Angiolo Mazzoni, è uno dei palazzi più rappresentativi della città razionalista. È ricoperto di maioliche blu, il colore della dinastia sabauda. SAN FELICE CIRCEO: è un piccolo paese con poco più di 10.000 abitanti, ma rimarrete sorpresi dalle innumerevoli cose da vedere, concentrate in uno spazio così piccolo. Gli amanti della storia e dell’archeologia devono vedere assolutamente la Villa di Domiziano ed i resti dei Casarini. Questi posti si trovano in realtà nel comune di Sabaudia, ma più vicino a San Felice Circeo. Il centro storico di San Felice Circeo è un piccolo scrigno medievale fatto di stradine e belvedere che si affacciano sul mare e sulle isole. La via che dal centro storico porta alle Batterie del Circeo è una delle più belle e panoramiche del Lazio. Si chiama via del Faro (che si trasforma poi in via delle Batterie) ed è un viaggio lungo una scogliera magnifica che ad ogni tornante regala uno scorcio unico. In questa zona troverete grotte e calette, sentieri di trekking e l’iconico faro di Capo Circeo. Alle ore 18:00 circa, inizio del viaggio di ritorno. Sosta lungo il percorso per la cena libera. Arrivo. Fine dei servizi.
QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 Pax) € 65,00

LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman Gran Turismo –– Capogruppo.
LA QUOTA NON COMPRENDE: Gli ingressi nei musei e nei luoghi di visita – I pasti – Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”


NON SONO PRESENTI ULTERIORI IMMAGINI PER QUESTO VIAGGIO

A Milano per … IL CENACOLO VINCIANO/ Castello Sforzesco / Piazza Santa Maria delle Grazie / Piazza San Sepolcro

A Milano per … IL CENACOLO VINCIANO/ Castello Sforzesco / Piazza Santa Maria delle Grazie / Piazza San Sepolcro

1 GIORNO
7 aprile 2019


PROGRAMMAAppuntamento dei partecipanti alle ore 04,00. Incontro con il pullman e partenza alla volta di MILANO. Sosta lungo il percorso per ristoro. Arrivo, incontro con la guida e giornata dedicata alla visita della città e del CENACOLO VINCIANO. Il refettorio dell’antico convento domenicano di Santa Maria delle Grazie conserva l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, eseguita sulla parete nord tra il 1494 e il 1498, all’epoca di Ludovico il Moro. Sulla parete opposta si trova la Crocifissione affrescata dal pittore lombardo Giovanni Donato da Montorfano nel 1495. Nello stesso ambiente si trovano così raffigurati l’episodio iniziale e quello finale della Passione di Cristo. L’Ultima Cena è il risultato di un lungo studio iniziato da Leonardo intorno al 1490 sull’iconografia tradizionale di questo tema. A differenza dei dipinti precedenti, nei quali veniva raffigurato il momento dell’identificazione del traditore Giuda, Leonardo sceglie di rappresentare il momento immediatamente precedente, quello dell’annuncio: “… uno di voi mi tradirà”. Questa rivelazione sconvolgente è lo spunto che permette a Leonardo di concentrare la sua attenzione sulle passioni che si scatenano nel gruppo degli apostoli all’udire l’annuncio. L’espressione dei volti, la postura dei corpi e il movimento delle mani esprimono così quei “moti dell’animo” che furono uno dei campi di indagine più importanti e innovativi nell’opera del Maestro. Il sapiente uso della prospettiva, poi, contribuisce a far sentire lo spettatore parte della scena, ricreando una continuità tra lo spazio reale del refettorio e lo spazio del dipinto. Una delle peculiarità dell’opera è data dalla tecnica utilizzata. Per rappresentare l’Ultima Cena, infatti, Leonardo non si affidò alla tradizionale tecnica del “buon fresco”, che avrebbe richiesto una grande rapidità d’esecuzione dovendo intervenire sull’intonaco della parete ancora umido, ma sperimentò una tecnica innovativa “a secco” , simile a quella utilizzata per la pittura su tavola, ideale per raggiungere i migliori effetti di luce e di ombre e ottenere il caratteristico “sfumato” nei passaggi tonali. Patrimonio dell’Unesco e capolavoro assoluto della storia dell’arte, il Cenacolo è il capolavoro rinascimentale più noto al mondo ed è anche l’apice professionale in cui il maestro toscano sintetizza ed esplica le sue ricerche estetiche ed espressive. CASTELLO SFORZESCO: uno dei simboli di Milano, venne edificato nel XV secolo su disposizione del Duca di Milano Francesco Sforza quale reggia ducale e con il passare degli anni diventò prima caserma ed infine sede di musei e istituzioni culturali. E’ uno dei luoghi dove Leonardo da vinci ha lavorato e lasciato molto di sé. Nel Castello è conservato il Codice Trivulziano e dove il maestro aveva iniziato la costruzione del modello della statua equestre di Francesco Sforza, organizzato la festa del paradiso, progettato difese ed armi, al servizio di Ludovico il Moro al quale si era proposto con una lettera. Dopo il Castello Sforzesco, si raggiunge la zona di SANTA MARIA DELLE GRAZIE, dove Leonardo ha dipinto l’Ultima Cena e dove era sita la vigna donata da duca di Milano al Maestro. Procediamo poi per PIAZZA SAN SEPOLCRO: Leonardo aveva infatti individuato questa zona come centro della città in un disegno e lo aveva definito “il vero centro” di Milano.. Al termine delle visite partenza per il rientro. Sosta lungo il percorso per il ristoro e per la cena libera. Arrivo in serata e fine dei servizi.
QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 pax) € 90,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman Gran Turismo – Guida intera giornata – Ingresso a Cenacolo- Capogruppo
LA QUOTA NON COMPRENDE: Gli ingressi nei musei e nei luoghi di visita (escluso il Cenacolo) –Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”

Per questo evento unico consigliamo di prenotare al più presto possibile con un acconto di euro 40,00 a persona.


NON SONO PRESENTI ULTERIORI IMMAGINI PER QUESTO VIAGGIO