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Un anno dedicato al genio! VINCI: Museo Leonardiano e mostra “Leonardo e la pittura”/ PRATO: Museo del Tessuto

Un anno dedicato al genio! VINCI: Museo Leonardiano e mostra “Leonardo e la pittura”/ PRATO: Museo del Tessuto

1 GIORNO
24 marzo 2019


PROGRAMMAAppuntamento dei partecipanti alle ore 04,00, incontro con il pullman e partenza per VINCI. Sosta lungo il percorso per ristoro. Arrivo e giornata dedicata alle visite con guida. MUSEO LEONARDIANO: l’idea di dedicare a Leonardo un museo nella sua terra natale nacque nel 1919 durante le celebrazioni per il IV centenario della sua morte quando il Castello dei Conti Guidi fu donato al Comune di Vinci. Dopo i restauri dell’edificio degli anni 1939-1942, il Museo di Leonardo iniziò la sua vita il 15 aprile 1953 per il generoso gesto della International Business Machines Corporation (IBM) che donò al Comune un’intera serie di modelli ricostruiti sulla base dei disegni leonardiani. A quel tempo il Museo Vinciano o delle Macchine di Leonardo occupava solo quattro sale del Castello. Da allora la collezione di macchine e meccanismi è stata costantemente incrementata grazie all’apporto di studiosi, donatori e ad investimenti del Comune, divenendo una delle raccolte più ampie e originali per la conoscenza critica di Leonardo nel contesto della storia e della tecnica tardo-medievale e rinascimentale. Il percorso museale leonardiano si articola su due sedi espositive situate a poca distanza l’una dall’altra nel cuore del borgo storico di Vinci. Le prime sale e la biglietteria sono allestite nella Palazzina Uzielli alla quale si accede attraversando la scenografica Piazza dei Guidi, spazio urbano riconfigurato dall’artista Mimmo Paladino e ispirato agli studi di Leonardo. La rimanenti sezioni espositive del Museo sono invece ospitate nelle suggestive stanze del Castello dei Conti Guidi l’edificio medievale simbolo della città di Vinci e storica sede della collezione. MOSTRA “LEONARDO E LA PITTURA”: A metà strada tra Vinci e Anchiano, ospitata all’interno della storica Villa del Ferrale, la nuova sezione espositiva del Museo Leonardiano riunisce in un’unica sede le riproduzioni di tutti i dipinti e di alcuni tra i più significativi disegni realizzati da Leonardo da Vinci. Dalla raffigurazione della Vergine delle Rocce all’emblematica Dama con l’ermellino, dalla celeberrima Monna Lisa al monumentale Cenacolo, il percorso consente di apprezzare 21 copie delle opere di Leonardo, realizzate ad altissima definizione e a grandezza naturale, grazie ad una innovativa tecnologia di acquisizione e riproduzione delle immagini che le rende identiche ai capolavori originali, oggi conservati in musei e collezioni anche molto distanti tra loro. In questa affascinante visione d’insieme del percorso pittorico del Vinciano, le riproduzioni delle opere si alternano ad installazioni didattiche e video esplicativi che propongono interessanti spunti di approfondimento, anche su tematiche affrontate da Leonardo in relazione alla pittura, come lo studio della prospettiva nonché delle luci e delle ombre. Al termine della visita tempo a disposizione per il pranzo libero. Trasferimento a Prato e visita guidata della città. PRATO: Una città che non mancherà di stupire grazie ad un centro storico elegante e ben conservato, all’altezza dei nuclei medievali di tante delle più note città toscane. Una delle prime cose che attireranno l’attenzione all’interno delle belle mura sarà il Castello dell’Imperatore, unica testimonianza di architettura sveva nell’Italia centro-settentrionale. A poca distanza lo sguardo è libero di spaziare nella bella piazza che ospita il Duomo di Santo Stefano. Nella Cattedrale – sull’estremità destra della cui facciata spicca il singolarissimo disco del pulpito esterno di Donatello e Michelozzo – si potranno ammirare gli splendidi affreschi di Filippo Lippi. Si potranno ammirare: Palazzo Datini, Palazzo Pretorio, la Basilica di Santa Maria delle Carceri di Giuliano da Sangallo, le chiese di San Francesco e San Domenico, e poi ancora il Museo di Pittura Murale e quello dell’Opera del Duomo, dove sono custodite opere di maestri come Agnolo Gaddi, Paolo Uccello, Filippo e Filippino Lippi, Donatello, Michelozzo ecc…. Al termine visita del MUSEO DEL TESSUTO:Il museo dedica a Leonardo da Vinci una mostra che evidenzia l’interesse, la sensibilità e l’ingegno dell’artista nella messa a punto e nell’invenzione di dispositivi e macchine per una delle attività economiche preponderanti del suo tempo, l’arte tessile. Il percorso espositivo si apre con una prima sezione con le riproduzioni in grande scala di alcuni dipinti di Leonardo. I ritratti e soggetti religiosi presenti in mostra vengono letti con un taglio nuovo e inusuale per mettere in luce gli studi leonardeschi sul panneggio e le sue osservazioni per una migliore restituzione in pittura della consistenza delle stoffe e del movimento delle pieghe secondo i diversi tipi di tessuto. Nella seconda sezione della mostra, uno scenografico allestimento evoca i meccanismi delle ruote dentate presenti nei disegni di Leonardo e introduce al tema degli studi sui dispositivi e sulle macchine. Ultimate le visite, inizio del viaggio di ritorno. Sosta per ristoro. Arrivo. Fine dei servizi.
QUOTA NDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 Pax) € 80,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman gran turismo – Guida per l’intera giornata – Ingresso al Museo Leonardiano e alla Mostra “Leonardo e la Pittura” – Capogruppo.
LA QUOTA NON COMPRENDE: Gli ingressi nei musei e nei luoghi di visita, diversi da quelli sopra indicati – I pasti – Tutto quanto non indicato alla voce “La quota comprende”

In occasione delle mostre consigliamo di prenotare al più presto possibile con un acconto di euro 30,00 a persona.


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“ANTICHE CAMELIE DELLA LUCCHESIA”, Mostra dedicata alle camelie a Sant’Andrea di Compito. LE VILLE DELLA LUCCHESIA, fasto ed eleganza: VILLA REALE DI MARLIA!

“ANTICHE CAMELIE DELLA LUCCHESIA”, Mostra dedicata alle camelie a Sant’Andrea di Compito. LE VILLE DELLA LUCCHESIA, fasto ed eleganza: VILLA REALE DI MARLIA!


1 GIORNO
31 marzo 2019


PROGRAMMAAppuntamento dei partecipanti alle ore 05:00. Incontro con il pullman e partenza alla volta di SANT’ANDREA DI COMPITO. Arrivo e mattinata dedicata alla mostra “ANTICHE CAMELIE DELLA LUCCHESIA” giunta alla XXX edizione. Il mistero della torre, i piccoli cortili, gli antichi portali, il verde tra le case, le ville, gli alberi di camelie: questi, e molti altri, i motivi per scoprire, magari gironzolando a piedi, Pieve e S. Andrea di Compito, insieme Borgo delle Camelie, durante i fine settimana della mostra Antiche Camelie della Lucchesia. Nel 1989, sotto la spinta di alcuni soci, il Centro Culturale Compitese decide di organizzare un’esposizione con al centro la camelia: essa sarà la prima edizione della mostra “Antiche Camelie della Lucchesia”, svoltasi in grande semplicità nel mese di aprile per soli 3 giorni all’interno di una piccola sala. Nel corso degli anni la mostra è cresciuta sempre di più, affermandosi sia a livello nazionale che internazionale. L’idea della valorizzazione di un patrimonio così originale, così unico, è nata oltre venti anni fa. E gli organizzatori, i promotori che idearono questa mostra non si aspettavano certo il successo che essa ha riscosso, in un continuo crescendo. Migliaia di persone negli anni passati hanno visitato la mostra e quei giardini delle ville che sono scrigno di splendide camelie storiche, antiche, forse le più antiche di Italia. Testimonianze di una cura straordinaria per i giardini da parte dei signori delle fastose dimore, ma anche di una gara singolare di botanica tra gli appassionati proprietari, per l’invenzione di coltivarne sempre di nuove. Il programma prevede un percorso con tre itinerari tematici nel “sentiero delle camelie”: Il Camellietum Compitese: un giardino botanico con oltre 1000 piante di antiche camelie antiche, in una deliziosa valle percorsa da un ruscello. Alla sommità un percorso didattico alla scoperta della flora e della fauna del Monte Pisano. – I giardini di: villa Borrini, che ospita piante secolari e rare di camelie – Villa Orsi, degustazione di tè proveniente da tutto il mondo, visita al giardino di camelie secolari, vivaio di cultivar antiche, vendita e degustazioni di olio e vino biologici – Villa Torregrossa, visita al giardino della villa e mostra di pittura – Frantoio la Visona, degustazione e vendita di prodotti tipici locali, dell’lio di frantoio e di artigianato locale – La Torre di Segnalazione, la Chiesa, il Borgo, la via dell’acqua lungo il rio Visona, facili percorsi fra oliveti, boschi, case in pietra, sorgenti e ruscelli. Pomeriggio dedicato alla visita con guida della VILLA REALE DI MARLIA: le origini della Villa Reale di Marlia sono molto antiche: interamente ricostruita nel secolo XVII insieme al giardi¬no e all’adiacente Palazzina dell’Orologio. fu dimora dei Duchi di Tuscia, poi passò alla famiglia Avvocati, quindi ai Buonvisi. Nel 1651 la famiglia Orsetti provvide a ristrutturarla Visita al giardino, caratterizzato dall’ampio piazzale posto davanti al palazzo, mantiene, dietro la villa, lo spettacolare e scenografico Teatro d’acqua, disposto attorno alla vasca semicircolare arricchita da vasi di fiori, da statue di divinità (Giove, Saturno, Adone, Pomona), da getti e cascate d’acqua. Due assi paralleli a quello d’ingresso conducono uno alla Palazzina dell’Orologio, l’altro al giardino dei limoni. Perpendicolare a quest’ultimo è l’asse che conduce al vestibolo e al teatro di verzura per la commedia. Il giardino di limoni è suddiviso in due parti: quella inferiore è occupata da quattro aiuole rettangolari; quella superiore dalla grande peschiera delimitata da una semplice balaustra e conclusa da una esedra in tufo e pietra liscia. Il teatro di verzura, realizzato nel 1652, comprende anche un vestibolo di pianta circolare disposto intorno ad una fontana. I sedili di pietra e i palchetti per gli spettatori, disposti a semicerchio, le quinte e le suppellettili dello spazio scenico sono delimitati da siepi di tasso in alcune parti alte 5,50 metri. Ultimate le visite partenza per il rientro. Sosta lungo il percorso per il ristoro e la cena libera.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 pax) € 75,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman Gran Turismo – Guida per l’intera giornata – Il biglietto di ingresso alla “mostra delle camelie” ed alla villa reale di Marlia – Capogruppo
LA QUOTA NON COMPRENDE: I pasti – Tutto quanto non specificato alla voce “La quota comprende”


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A Milano per … IL CENACOLO VINCIANO/ Castello Sforzesco / Piazza Santa Maria delle Grazie / Piazza San Sepolcro

A Milano per … IL CENACOLO VINCIANO/ Castello Sforzesco / Piazza Santa Maria delle Grazie / Piazza San Sepolcro

1 GIORNO
6 aprile 2019


PROGRAMMAAppuntamento dei partecipanti alle ore 04,00. Incontro con il pullman e partenza alla volta di MILANO. Sosta lungo il percorso per ristoro. Arrivo, incontro con la guida e giornata dedicata alla visita della città e del CENACOLO VINCIANO. Il refettorio dell’antico convento domenicano di Santa Maria delle Grazie conserva l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, eseguita sulla parete nord tra il 1494 e il 1498, all’epoca di Ludovico il Moro. Sulla parete opposta si trova la Crocifissione affrescata dal pittore lombardo Giovanni Donato da Montorfano nel 1495. Nello stesso ambiente si trovano così raffigurati l’episodio iniziale e quello finale della Passione di Cristo. L’Ultima Cena è il risultato di un lungo studio iniziato da Leonardo intorno al 1490 sull’iconografia tradizionale di questo tema. A differenza dei dipinti precedenti, nei quali veniva raffigurato il momento dell’identificazione del traditore Giuda, Leonardo sceglie di rappresentare il momento immediatamente precedente, quello dell’annuncio: “… uno di voi mi tradirà”. Questa rivelazione sconvolgente è lo spunto che permette a Leonardo di concentrare la sua attenzione sulle passioni che si scatenano nel gruppo degli apostoli all’udire l’annuncio. L’espressione dei volti, la postura dei corpi e il movimento delle mani esprimono così quei “moti dell’animo” che furono uno dei campi di indagine più importanti e innovativi nell’opera del Maestro. Il sapiente uso della prospettiva, poi, contribuisce a far sentire lo spettatore parte della scena, ricreando una continuità tra lo spazio reale del refettorio e lo spazio del dipinto. Una delle peculiarità dell’opera è data dalla tecnica utilizzata. Per rappresentare l’Ultima Cena, infatti, Leonardo non si affidò alla tradizionale tecnica del “buon fresco”, che avrebbe richiesto una grande rapidità d’esecuzione dovendo intervenire sull’intonaco della parete ancora umido, ma sperimentò una tecnica innovativa “a secco” , simile a quella utilizzata per la pittura su tavola, ideale per raggiungere i migliori effetti di luce e di ombre e ottenere il caratteristico “sfumato” nei passaggi tonali. Patrimonio dell’Unesco e capolavoro assoluto della storia dell’arte, il Cenacolo è il capolavoro rinascimentale più noto al mondo ed è anche l’apice professionale in cui il maestro toscano sintetizza ed esplica le sue ricerche estetiche ed espressive. CASTELLO SFORZESCO: uno dei simboli di Milano, venne edificato nel XV secolo su disposizione del Duca di Milano Francesco Sforza quale reggia ducale e con il passare degli anni diventò prima caserma ed infine sede di musei e istituzioni culturali. E’ uno dei luoghi dove Leonardo da vinci ha lavorato e lasciato molto di sé. Nel Castello è conservato il Codice Trivulziano e dove il maestro aveva iniziato la costruzione del modello della statua equestre di Francesco Sforza, organizzato la festa del paradiso, progettato difese ed armi, al servizio di Ludovico il Moro al quale si era proposto con una lettera. Dopo il Castello Sforzesco, si raggiunge la zona di SANTA MARIA DELLE GRAZIE, dove Leonardo ha dipinto l’Ultima Cena e dove era sita la vigna donata da duca di Milano al Maestro. Procediamo poi per PIAZZA SAN SEPOLCRO: Leonardo aveva infatti individuato questa zona come centro della città in un disegno e lo aveva definito “il vero centro” di Milano.. Al termine delle visite partenza per il rientro. Sosta lungo il percorso per il ristoro e per la cena libera. Arrivo in serata e fine dei servizi.
QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 pax) € 90,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman Gran Turismo – Guida intera giornata – Ingresso a Cenacolo- Capogruppo
LA QUOTA NON COMPRENDE: Gli ingressi nei musei e nei luoghi di visita (escluso il Cenacolo) –Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”Per questo evento unico consigliamo di prenotare al più presto possibile con un acconto di euro 40,00 a persona.

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Un anno dedicato al Genio Leonardo: IL CENACOLO VINCIANO. Castello Sforzesco, Piazza Santa Maria delle Grazie e Piazza San Sepolcro

Un anno dedicato al Genio Leonardo: IL CENACOLO VINCIANO. Castello Sforzesco, Piazza Santa Maria delle Grazie e Piazza San Sepolcro

1 GIORNO – EVENTO UNICO, POSTI LIMITATI
11 maggio 2019


PROGRAMMAAppuntamento dei partecipanti alle ore 04,00. Incontro con il pullman e partenza alla volta di MILANO. Sosta lungo il percorso per ristoro. Arrivo, incontro con la guida e giornata dedicata alla visita della città e del CENACOLO VINCIANO. Il refettorio dell’antico convento domenicano di Santa Maria delle Grazie conserva l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, eseguita sulla parete nord tra il 1494 e il 1498, all’epoca di Ludovico il Moro. Sulla parete opposta si trova la Crocifissione affrescata dal pittore lombardo Giovanni Donato da Montorfano nel 1495. Nello stesso ambiente si trovano così raffigurati l’episodio iniziale e quello finale della Passione di Cristo. L’Ultima Cena è il risultato di un lungo studio iniziato da Leonardo intorno al 1490 sull’iconografia tradizionale di questo tema. A differenza dei dipinti precedenti, nei quali veniva raffigurato il momento dell’identificazione del traditore Giuda, Leonardo sceglie di rappresentare il momento immediatamente precedente, quello dell’annuncio: “… uno di voi mi tradirà”. Questa rivelazione sconvolgente è lo spunto che permette a Leonardo di concentrare la sua attenzione sulle passioni che si scatenano nel gruppo degli apostoli all’udire l’annuncio. L’espressione dei volti, la postura dei corpi e il movimento delle mani esprimono così quei “moti dell’animo” che furono uno dei campi di indagine più importanti e innovativi nell’opera del Maestro. Il sapiente uso della prospettiva, poi, contribuisce a far sentire lo spettatore parte della scena, ricreando una continuità tra lo spazio reale del refettorio e lo spazio del dipinto. Una delle peculiarità dell’opera è data dalla tecnica utilizzata. Per rappresentare l’Ultima Cena, infatti, Leonardo non si affidò alla tradizionale tecnica del “buon fresco”, che avrebbe richiesto una grande rapidità d’esecuzione dovendo intervenire sull’intonaco della parete ancora umido, ma sperimentò una tecnica innovativa “a secco” , simile a quella utilizzata per la pittura su tavola, ideale per raggiungere i migliori effetti di luce e di ombre e ottenere il caratteristico “sfumato” nei passaggi tonali. Patrimonio dell’Unesco e capolavoro assoluto della storia dell’arte, il Cenacolo è il capolavoro rinascimentale più noto al mondo ed è anche l’apice professionale in cui il maestro toscano sintetizza ed esplica le sue ricerche estetiche ed espressive. CASTELLO SFORZESCO: uno dei simboli di Milano, venne edificato nel XV secolo su disposizione del Duca di Milano Francesco Sforza quale reggia ducale e con il passare degli anni diventò prima caserma ed infine sede di musei e istituzioni culturali. E’ uno dei luoghi dove Leonardo da vinci ha lavorato e lasciato molto di sé. Nel Castello è conservato il Codice Trivulziano e dove il maestro aveva iniziato la costruzione del modello della statua equestre di Francesco Sforza, organizzato la festa del paradiso, progettato difese ed armi, al servizio di Ludovico il Moro al quale si era proposto con una lettera. Dopo il Castello Sforzesco, si raggiunge la zona di SANTA MARIA DELLE GRAZIE, dove Leonardo ha dipinto l’Ultima Cena e dove era sita la vigna donata da duca di Milano al Maestro. Procediamo poi per PIAZZA SAN SEPOLCRO: Leonardo aveva infatti individuato questa zona come centro della città in un disegno e lo aveva definito “il vero centro” di Milano.. Al termine delle visite partenza per il rientro. Sosta lungo il percorso per il ristoro e per la cena libera. Arrivo in serata e fine dei servizi.
QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 pax) € 90,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman Gran Turismo – Guida intera giornata – Ingresso a Cenacolo- Capogruppo
LA QUOTA NON COMPRENDE: Gli ingressi nei musei e nei luoghi di visita (escluso il Cenacolo) –Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”

Per questo evento unico consigliamo di prenotare al più presto possibile con un acconto di euro 40,00 a persona


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A Forlì per… “L’OTTOCENTO. L’arte dell’Italia tra HAYEZ e SEGANTINI”. DOZZA: quando il museo è a cielo aperto. LA ROCCA DI CATERINA SFORZA

A Forlì per… “L’OTTOCENTO. L’arte dell’Italia tra HAYEZ e SEGANTINI”. DOZZA: quando il museo è a cielo aperto. LA ROCCA DI CATERINA SFORZA


1 GIORNO
19 maggio 2019


DESCRIZIONEMOSTRA “OTTOCENTO, L’ARTE DELL’ITALIA TRA HAYEZ E SEGANTINI”: L’Ottocento senza retorica. La mostra temporanea del 2019 ai Musei San Domenico si occuperà della grande arte italiana dell’Ottocento nel periodo tra l’ultima fase del Romanticismo e le sperimentazioni artistiche del nuovo secolo, tra l’Unità d’Italia e la Grande Guerra. La locuzione attribuita a uno dei protagonisti del nostro Risorgimento, Massimo d’Azeglio, «Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani», rimane in sé un’espressione chiave di riflessione sulla nostra storia, anche da un punto di vista artistico: su come sia stata costruita l’identità nazionale e su come sia stata raffigurata l’autobiografia della nazione. Grazie a una selezione di opere eccellenti, le sezioni della mostra ricostruiscono, attraverso un viaggio immersivo nel tempo e nello spazio, i percorsi dei diversi generi: quello storico, la rappresentazione della vita moderna, l’arte di denuncia sociale, il ritratto, il paesaggio e la veduta, temi culturali e sociali nuovissimi, di impatto popolare e dal significato universale. Compresi tra Hayez e Segantini saranno presenti, nella loro più importante produzione, pittori come Fattori, Signorini, De Nittis, Pellizza da Volpedo, Boccioni, Balla, ecc. I due fuochi, iniziale e finale del percorso espositivo, Francesco Hayez e Giovanni Segantini, tracciano un confine simbolico tra il recupero della classicità e il rinnovamento di un secolo.Entrambe le forme in entrambi gli artisti. Hayez è il primo e l’ultimo dei romantici, è il pittore protagonista del Risorgimento dell’arte italiana, colui che ha saputo elaborare un modello figurativo nazionale nella forma della pittura europea rimeditando i canoni del Cinquecento e del Seicento. Segantini, dopo il primo confronto con Millet, si allinea progressivamente con i grandi europei post-impressionisti vivendo pienamente la rivoluzione moderna del Divisionismo. E come d’improvviso la pittura italiana brucia in lui ogni ritardo. Se il veneziano Hayez fa di Milano, vera capitale culturale dell’Ottocento italiano, il luogo di elezione della sua rivoluzionaria militanza artistica, Segantini sceglie, invece, l’anfiteatro eterno, intatto, epico delle Alpi per le sue innovative rappresentazioni e costruisce la sua personalissima trama della modernità. All’inizio e alla fine del Secolo, entrambi sono pittori del rinnovamento dell’arte italiana. Se Hayez viene consacrato da Mazzini pittore della nazione, Segantini avrà da D’Annunzio, nella sua “Ode in morte del pittore”, analogo alto riconoscimento.
DOZZA: Tra Imola e Bologna si trova un borgo molto particolare, un piccolo paese inserito nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, posto sul crinale di una collina che domina la valle. Si tratta di Dozza, un luogo particolarmente romantico visto le suggestioni che offre grazie al paesaggio urbano con i muri delle case, le piazze e le strade da cui fanno capolino i panorami circostanti. Il suo centro storico si presenta con la caratteristica forma a fuso e l’originale tessuto edilizio di stampo medievale. Spicca la possente Rocca Sforzesca posta in cima al paese, inserita perfettamente nel contesto dell’abitato. La maestosa fortezza voluta da Caterina Sforza è stata trasformata nel signorile Palazzo Malvezzi Campeggi: si possono visitare gli appartamenti del piano nobile, il salone, i salottini e le camere da letto oltre alla cucina, alle prigioni, alle stanze di tortura e ai camminamenti sulle torri. Ciò che rende veramente speciale Dozza sono i muri dipinti da importanti maestri che ne fanno un museo a cielo aperto. I murales offrono la possibilità di ammirare vere e proprie opere di Street Art, i cui dipinti si inseriscono perfettamente nel contesto urbano. Le opere spiccano per originalità e collocazione, infilate come sono tra finestre, colonne e porticati in giochi di ombre e luci che sembrano quasi dare vita ai personaggi rappresentati.
PROGRAMMAPROGRAMMA
Appuntamento dei partecipanti alle ore 06:30, incontro con il pullman e partenza alla volta di FORLI’. Sosta di ristoro lungo il percorso. Arrivo, incontro con la guida e alle ore 10:00 + ore 10:20 ingresso alla Mostra “OTTOCENTO. L’ARTE DELL’ITALIA TRA HAYEZ E SEGANTINI” allestita ai Musei San Domenico. Pranzo libero. Nel primo pomeriggio trasferimento a Dozza, incontro con la guida, visita del borgo e della Rocca. Al termine della visita inizio del viaggio di ritorno. Sosta per la cena libera. Arrivo e fine dei servizi.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 Pax) € 75,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman gran turismo – Guida per la Mostra e Dozza – Biglietto di ingresso alla Mostra – Capogruppo
LA QUOTA NON COMPRENDE: I pasti – Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”


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