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A Forlì per… “L’OTTOCENTO. L’arte dell’Italia tra HAYEZ e SEGANTINI”. DOZZA: quando il museo è a cielo aperto. LA ROCCA DI CATERINA SFORZA

A Forlì per… “L’OTTOCENTO. L’arte dell’Italia tra HAYEZ e SEGANTINI”. DOZZA: quando il museo è a cielo aperto. LA ROCCA DI CATERINA SFORZA


1 GIORNO
19 maggio 2019


DESCRIZIONEMOSTRA “OTTOCENTO, L’ARTE DELL’ITALIA TRA HAYEZ E SEGANTINI”: L’Ottocento senza retorica. La mostra temporanea del 2019 ai Musei San Domenico si occuperà della grande arte italiana dell’Ottocento nel periodo tra l’ultima fase del Romanticismo e le sperimentazioni artistiche del nuovo secolo, tra l’Unità d’Italia e la Grande Guerra. La locuzione attribuita a uno dei protagonisti del nostro Risorgimento, Massimo d’Azeglio, «Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani», rimane in sé un’espressione chiave di riflessione sulla nostra storia, anche da un punto di vista artistico: su come sia stata costruita l’identità nazionale e su come sia stata raffigurata l’autobiografia della nazione. Grazie a una selezione di opere eccellenti, le sezioni della mostra ricostruiscono, attraverso un viaggio immersivo nel tempo e nello spazio, i percorsi dei diversi generi: quello storico, la rappresentazione della vita moderna, l’arte di denuncia sociale, il ritratto, il paesaggio e la veduta, temi culturali e sociali nuovissimi, di impatto popolare e dal significato universale. Compresi tra Hayez e Segantini saranno presenti, nella loro più importante produzione, pittori come Fattori, Signorini, De Nittis, Pellizza da Volpedo, Boccioni, Balla, ecc. I due fuochi, iniziale e finale del percorso espositivo, Francesco Hayez e Giovanni Segantini, tracciano un confine simbolico tra il recupero della classicità e il rinnovamento di un secolo.Entrambe le forme in entrambi gli artisti. Hayez è il primo e l’ultimo dei romantici, è il pittore protagonista del Risorgimento dell’arte italiana, colui che ha saputo elaborare un modello figurativo nazionale nella forma della pittura europea rimeditando i canoni del Cinquecento e del Seicento. Segantini, dopo il primo confronto con Millet, si allinea progressivamente con i grandi europei post-impressionisti vivendo pienamente la rivoluzione moderna del Divisionismo. E come d’improvviso la pittura italiana brucia in lui ogni ritardo. Se il veneziano Hayez fa di Milano, vera capitale culturale dell’Ottocento italiano, il luogo di elezione della sua rivoluzionaria militanza artistica, Segantini sceglie, invece, l’anfiteatro eterno, intatto, epico delle Alpi per le sue innovative rappresentazioni e costruisce la sua personalissima trama della modernità. All’inizio e alla fine del Secolo, entrambi sono pittori del rinnovamento dell’arte italiana. Se Hayez viene consacrato da Mazzini pittore della nazione, Segantini avrà da D’Annunzio, nella sua “Ode in morte del pittore”, analogo alto riconoscimento.
DOZZA: Tra Imola e Bologna si trova un borgo molto particolare, un piccolo paese inserito nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, posto sul crinale di una collina che domina la valle. Si tratta di Dozza, un luogo particolarmente romantico visto le suggestioni che offre grazie al paesaggio urbano con i muri delle case, le piazze e le strade da cui fanno capolino i panorami circostanti. Il suo centro storico si presenta con la caratteristica forma a fuso e l’originale tessuto edilizio di stampo medievale. Spicca la possente Rocca Sforzesca posta in cima al paese, inserita perfettamente nel contesto dell’abitato. La maestosa fortezza voluta da Caterina Sforza è stata trasformata nel signorile Palazzo Malvezzi Campeggi: si possono visitare gli appartamenti del piano nobile, il salone, i salottini e le camere da letto oltre alla cucina, alle prigioni, alle stanze di tortura e ai camminamenti sulle torri. Ciò che rende veramente speciale Dozza sono i muri dipinti da importanti maestri che ne fanno un museo a cielo aperto. I murales offrono la possibilità di ammirare vere e proprie opere di Street Art, i cui dipinti si inseriscono perfettamente nel contesto urbano. Le opere spiccano per originalità e collocazione, infilate come sono tra finestre, colonne e porticati in giochi di ombre e luci che sembrano quasi dare vita ai personaggi rappresentati.
PROGRAMMAPROGRAMMA
Appuntamento dei partecipanti alle ore 06:30, incontro con il pullman e partenza alla volta di FORLI’. Sosta di ristoro lungo il percorso. Arrivo, incontro con la guida e alle ore 10:00 + ore 10:20 ingresso alla Mostra “OTTOCENTO. L’ARTE DELL’ITALIA TRA HAYEZ E SEGANTINI” allestita ai Musei San Domenico. Pranzo libero. Nel primo pomeriggio trasferimento a Dozza, incontro con la guida, visita del borgo e della Rocca. Al termine della visita inizio del viaggio di ritorno. Sosta per la cena libera. Arrivo e fine dei servizi.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 Pax) € 75,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman gran turismo – Guida per la Mostra e Dozza – Biglietto di ingresso alla Mostra – Capogruppo
LA QUOTA NON COMPRENDE: I pasti – Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”


NON SONO PRESENTI ULTERIORI IMMAGINI PER QUESTO VIAGGIO

A Forlì per… “L’OTTOCENTO. L’arte dell’Italia tra HAYEZ e SEGANTINI”. DOZZA: quando il museo è a cielo aperto. LA ROCCA DI CATERINA SFORZA

A Forlì per… “L’OTTOCENTO. L’arte dell’Italia tra HAYEZ e SEGANTINI”. DOZZA: quando il museo è a cielo aperto. LA ROCCA DI CATERINA SFORZA


1 GIORNO
19 maggio 2019


DESCRIZIONEMOSTRA “OTTOCENTO, L’ARTE DELL’ITALIA TRA HAYEZ E SEGANTINI”: L’Ottocento senza retorica. La mostra temporanea del 2019 ai Musei San Domenico si occuperà della grande arte italiana dell’Ottocento nel periodo tra l’ultima fase del Romanticismo e le sperimentazioni artistiche del nuovo secolo, tra l’Unità d’Italia e la Grande Guerra. La locuzione attribuita a uno dei protagonisti del nostro Risorgimento, Massimo d’Azeglio, «Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani», rimane in sé un’espressione chiave di riflessione sulla nostra storia, anche da un punto di vista artistico: su come sia stata costruita l’identità nazionale e su come sia stata raffigurata l’autobiografia della nazione. Grazie a una selezione di opere eccellenti, le sezioni della mostra ricostruiscono, attraverso un viaggio immersivo nel tempo e nello spazio, i percorsi dei diversi generi: quello storico, la rappresentazione della vita moderna, l’arte di denuncia sociale, il ritratto, il paesaggio e la veduta, temi culturali e sociali nuovissimi, di impatto popolare e dal significato universale. Compresi tra Hayez e Segantini saranno presenti, nella loro più importante produzione, pittori come Fattori, Signorini, De Nittis, Pellizza da Volpedo, Boccioni, Balla, ecc. I due fuochi, iniziale e finale del percorso espositivo, Francesco Hayez e Giovanni Segantini, tracciano un confine simbolico tra il recupero della classicità e il rinnovamento di un secolo.Entrambe le forme in entrambi gli artisti. Hayez è il primo e l’ultimo dei romantici, è il pittore protagonista del Risorgimento dell’arte italiana, colui che ha saputo elaborare un modello figurativo nazionale nella forma della pittura europea rimeditando i canoni del Cinquecento e del Seicento. Segantini, dopo il primo confronto con Millet, si allinea progressivamente con i grandi europei post-impressionisti vivendo pienamente la rivoluzione moderna del Divisionismo. E come d’improvviso la pittura italiana brucia in lui ogni ritardo. Se il veneziano Hayez fa di Milano, vera capitale culturale dell’Ottocento italiano, il luogo di elezione della sua rivoluzionaria militanza artistica, Segantini sceglie, invece, l’anfiteatro eterno, intatto, epico delle Alpi per le sue innovative rappresentazioni e costruisce la sua personalissima trama della modernità. All’inizio e alla fine del Secolo, entrambi sono pittori del rinnovamento dell’arte italiana. Se Hayez viene consacrato da Mazzini pittore della nazione, Segantini avrà da D’Annunzio, nella sua “Ode in morte del pittore”, analogo alto riconoscimento.
DOZZA: Tra Imola e Bologna si trova un borgo molto particolare, un piccolo paese inserito nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, posto sul crinale di una collina che domina la valle. Si tratta di Dozza, un luogo particolarmente romantico visto le suggestioni che offre grazie al paesaggio urbano con i muri delle case, le piazze e le strade da cui fanno capolino i panorami circostanti. Il suo centro storico si presenta con la caratteristica forma a fuso e l’originale tessuto edilizio di stampo medievale. Spicca la possente Rocca Sforzesca posta in cima al paese, inserita perfettamente nel contesto dell’abitato. La maestosa fortezza voluta da Caterina Sforza è stata trasformata nel signorile Palazzo Malvezzi Campeggi: si possono visitare gli appartamenti del piano nobile, il salone, i salottini e le camere da letto oltre alla cucina, alle prigioni, alle stanze di tortura e ai camminamenti sulle torri. Ciò che rende veramente speciale Dozza sono i muri dipinti da importanti maestri che ne fanno un museo a cielo aperto. I murales offrono la possibilità di ammirare vere e proprie opere di Street Art, i cui dipinti si inseriscono perfettamente nel contesto urbano. Le opere spiccano per originalità e collocazione, infilate come sono tra finestre, colonne e porticati in giochi di ombre e luci che sembrano quasi dare vita ai personaggi rappresentati.
PROGRAMMAPROGRAMMA
Appuntamento dei partecipanti alle ore 06:30, incontro con il pullman e partenza alla volta di FORLI’. Sosta di ristoro lungo il percorso. Arrivo, incontro con la guida e alle ore 10:00 + ore 10:20 ingresso alla Mostra “OTTOCENTO. L’ARTE DELL’ITALIA TRA HAYEZ E SEGANTINI” allestita ai Musei San Domenico. Pranzo libero. Nel primo pomeriggio trasferimento a Dozza, incontro con la guida, visita del borgo e della Rocca. Al termine della visita inizio del viaggio di ritorno. Sosta per la cena libera. Arrivo e fine dei servizi.

QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE: (Min. 40 Pax) € 75,00
LA QUOTA COMPRENDE: Viaggio in pullman gran turismo – Guida per la Mostra e Dozza – Biglietto di ingresso alla Mostra – Capogruppo
LA QUOTA NON COMPRENDE: I pasti – Tutto quanto non espressamente indicato alla voce “La quota comprende”


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